Come adattare le tue schede e renderle accessibili a tutti gli alunni
Nell’educazione è una priorità eliminare le barriere per l’apprendimento e la partecipazione (Echeita, 2013). Tutti i docenti vogliamo raggiungere tutti i nostri alunni, ma a volte ci mancano gli strumenti pratici per renderlo possibile.
Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo ripensare la scuola a livello di cultura, politiche e pratiche inclusive (Booth e Ainscow, 2015). Ma soprattutto, dobbiamo riprogettare le nostre lezioni a livello curricolare e di progettazione delle risorse. In questo senso, la Progettazione Universale per l’Apprendimento (UDL) è fondamentale, poiché offre un quadro per eliminare le barriere fin dalla progettazione iniziale, rendendo il materiale e le attività accessibili alla maggiore diversità di alunni possibile. È inoltre fondamentale il quadro della Lettura Facile, che segue la norma UNE 153101:2018 e che, citando García (2012), migliora “l’accessibilità all’informazione e alla comprensione dei messaggi scritti da parte delle persone con disabilità intellettive e dell’apprendimento”.
Pertanto, la scelta dei materiali educativi che utilizziamo quotidianamente con i nostri alunni assume un’importanza vitale. Se hai mai notato che una scheda di apprendimento si trasforma in una barriera o in un ostacolo per alcuni alunni, questo articolo è stato scritto pensando alla tua situazione.
Cos’è un contenuto accessibile e quali benefici offre?
Nell’ambito dell’implementazione di strategie pedagogiche inclusive, è fondamentale adattare le risorse per rispondere a diverse esigenze cognitive, sensoriali e motorie.
Per contenuto accessibile intendiamo tutti quei materiali di apprendimento che sono comprensibili e utilizzabili da tutti gli alunni, compresi quelli con difficoltà di apprendimento. Non si tratta di “abbassare il livello”, ma di applicare strategie che facilitino la comprensione, la navigazione e l’interazione con il materiale.
Perché dovresti darci priorità in classe?
- Autonomia: riduce la dipendenza dall’adulto (“Prof, cosa devo fare qui?”).
- Equità: permette all’alunno di dimostrare ciò che sa, non la sua capacità di decifrare un enunciato complesso.
- Clima in classe: riduce la frustrazione e l’ansia di fronte al compito.
- Risultati immediati: alunni che non riuscivano a progredire nel proprio apprendimento, utilizzando un materiale accessibile che abbatte le barriere, possono accedervi e parteciparvi.
Per chi è pensato questo tipo di materiale?
Spesso cadiamo nell’errore di pensare che adattare i materiali educativi sia un lavoro extra, un onere aggiuntivo che avvantaggia solo una minoranza di studenti con bisogni specifici. Niente di più lontano dalla realtà. Questa prospettiva limita la visione del potenziale dell’adattamento, intendendolo come una misura palliativa invece che come una strategia pedagogica universale.
La realtà è che l’adattamento dei materiali è uno strumento fondamentale per l’inclusione, arricchendo l’esperienza di apprendimento per tutti gli alunni, rendendo i contenuti più accessibili, vari e stimolanti. Un design pulito e istruzioni chiare riducono il carico cognitivo durante l’apprendimento. E, naturalmente, è un supporto specifico per alunni con dislessia, disgrafia, discalculia, DSL, ADHD o disturbo dello spettro autistico, rappresentando per loro la chiave di accesso all’apprendimento.
Queste linee guida funzionano in modo trasversale, ma devono sempre essere adattate all’età (non è lo stesso parlare di Scuola dell’Infanzia o di Scuola Secondaria) e alla materia (la matematica richiede più supporto visivo-spaziale, la lingua più supporto nella lettura).
Come trasformare le schede in materiale accessibile
Sappiamo che l’accessibilità è un concetto molto ampio che va dall’ambiente fisico a quello digitale. Ma oggi mettiamo a fuoco l’aspetto tangibile, la quotidianità della classe: l’apprendimento su carta.
Come possiamo riprogettare le nostre schede ed esami affinché nessuno resti indietro? Abbiamo preparato una serie di indicazioni pratiche organizzate in 4 punti chiave:
1. Formato: design pulito e senza rumore visivo
Il design visivo è la porta d’ingresso. Se la porta è bloccata, non c’è apprendimento. Alcuni consigli sono:
- Tipografia: usa caratteri leggibili (senza grazie) con una dimensione generosa (14-16 pt).
- Niente colonne: ostacolano il tracciamento visivo. Scrivi su un’unica colonna e allinea a sinistra (non giustificare il testo).
- Spazio per rispondere: lascia spazio sufficiente per rispondere sullo stesso foglio (evita avanti e indietro) e usa un’interlinea di 1,5.
- Immagini con senso: utilizza immagini che forniscano informazioni e siano un supporto per la comprensione del contenuto. Riempire la scheda di immagini come “decorazione” è controproducente, soprattutto nei casi di difficoltà di attenzione.
2. Redazione: Lettura Facile
Dobbiamo redigere enunciati, risposte e testi che non generino affaticamento. Per questo, è consigliabile redigerli seguendo le linee guida della Lettura Facile, un insieme di regole che mirano a rendere l’informazione accessibile e comprensibile per tutte le persone. Alcune di queste linee guida sono:
- Frasi brevi: un’idea, una riga. Se devi spezzare la frase su due righe, fallo dove faresti una pausa naturale parlando.
- Linguaggio positivo: evita le doppie negazioni. Di’ cosa fare, non cosa non fare.
- Enunciati diretti: evita istruzioni combinate (“Leggi, sottolinea e cerchia”). È meglio sequenziare: 1. Leggi. 2. Sottolinea.
- Vocabolario semplice: usa parole comuni, concrete e di uso quotidiano. Evita tecnicismi o forestierismi non necessari. Se c’è una parola molto tecnica indispensabile per apprendere il contenuto, va spiegata come in un glossario.
Vuoi saperne di più? Consulta la formazione offerta dall’Asociación Lectura Fácil su linee guida e strategie pratiche per adattare i materiali, ideale per facilitare la comprensione degli alunni con difficoltà di lettura. Troverai indicazioni per elaborare e adattare: contenuto, linguaggio e forma, oltre a risorse pratiche e attività per la classe.
3. Esercizi: carico cognitivo controllato
In questo tipo di materiale, l’obiettivo è mettere in pratica la conoscenza, non la resistenza mentale. Questo significa che dobbiamo scegliere molto bene la quantità e il tipo di esercizi, con l’obiettivo di ridurre il carico cognitivo, poiché molti alunni che necessitano di materiali più accessibili hanno difficoltà con la memoria di lavoro. Possiamo:
- Ridurre il numero di esercizi: massimo 3 o 4 esercizi per pagina e non troppe opzioni (liste interminabili di operazioni o parole) per esercizio.
- Risposte guidate: varia il tipo di risposta e utilizza formati a scelta multipla, abbinamento o V/F per ridurre il carico di scrittura se l’obiettivo non è valutare l’espressione scritta.
- Sequenza logica: ordina gli esercizi per difficoltà progressiva, dal meno al più complesso.
4. Supporto: l’impalcatura necessaria
L’impalcatura o supporto è essenziale per garantire che tutti gli alunni possano accedere al contenuto e svolgere l’attività con successo, indipendentemente dal loro punto di partenza. Consiste nel fornire gli aiuti necessari affinché il compito sia affrontabile, e ritirarli progressivamente man mano che l’alunno acquisisce autonomia. Alcune strategie sono:
- Includere una spiegazione concisa: includi un promemoria visivo o schematico all’inizio dell’attività in cui si spieghi l’apprendimento chiave. Ricorda, un concetto per scheda è molto meglio che tre.
- Supporti visivi e guide: puoi usare alcune icone o pittogrammi per aiutare l’alunno a ricordare cosa deve fare nelle azioni che si ripetono frequentemente (leggi, risolvi…), ma senza esagerare. Puoi anche usare righe guida o griglie per
- Evidenzia ciò che è importante: usa il **grassetto** per le parole chiave. Ad esempio, negli enunciati delle attività, il verbo d’azione può essere in grassetto. Puoi anche, ad esempio in matematica, colorare i segni delle operazioni per evitare errori di attenzione.
- Organizzatori grafici: permettono agli alunni di stabilire relazioni tra concetti, gerarchizzare le idee e comprendere meglio il contenuto (ad esempio, un organizzatore per risolvere problemi matematici). Una volta imparato come si usano, possono utilizzarli in modo autonomo.
Il dossier dei saperi accessibili di tekman
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Riferimenti
- Booth, Tony, Ainscow, Mel. (2002). Índice de Inclusión. Desarrollando el aprendizaje y la participación en las escuelas. Unesco.
- Echeita, Gerardo. (2013). Inclusión y exclusión educativa. De nuevo “voz y quebranto”. Revista Iberoamericana sobre calidad, eficacia y cambio en educación, 11(2), 99-118.
- García, O. (2012). Lectura fácil: métodos de redacción y evaluación. Real Patronato sobre Discapacidad. Disponible en: https://www.plenainclusion.org/sites/default/files/lectura-facil-metodos.pdf