Cosa chiedo a un’intelligenza artificiale educativa? Prompt per docenti
L’intelligenza artificiale è arrivata per restare, anche nel mondo dell’educazione. L’IA apre un mondo di possibilità per i docenti, ma bisogna sapere come sfruttarla davvero. Sicuramente tutti abbiamo parlato un po’ con ChatGTP e gli abbiamo chiesto di suggerirci un regalo per un amico, di scrivere un’e-mail o ci siamo divertiti a dibattere con lui. Tuttavia, l’IA ha molto di più da offrire. Sappiamo come sfruttarla? Parliamo della magia dei prompt.
Il team di pedagogia di tekman Education ha addestrato un’intelligenza artificiale per trasformarla in un potente strumento per i docenti: thinköAI è una piattaforma capace di creare esercizi, sessioni, situazioni di apprendimento e progetti completi per infanzia, primaria e secondaria, incluso il liceo. Come si è riusciti a far sì che l’IA garantisca la qualità pedagogica dei suoi contenuti? Come è stata addestrata?, cosa le viene chiesto per generare i materiali? Parliamo con Esperanza Mejías, maestra e specialista in innovazione pedagogica di tekman, una delle persone dietro la conoscenza e i criteri pedagogici di thinköAI.
Cosa differenzia thinköAI da un’intelligenza artificiale generica, come ChatGTP?
thinköAI è una piattaforma di intelligenza artificiale, con una tecnologia che ha la stessa base di ChatGTP, ma specificamente addestrata da docenti e pedagogisti per generare contenuti educativi di qualità su richiesta del corpo docente. thinköAI non è una chat con cui parlare di filosofia, per esempio, ma basta compilare alcuni campi sul contenuto necessario e sulle caratteristiche del gruppo classe per essere in grado di creare esercizi, sessioni, situazioni di apprendimento e progetti di qualsiasi area, offrendo un contenuto affidabile e personalizzato, pronto da applicare in classe. Un’altra grande differenza tra chatGTP e thinköAI è che crea il contenuto in modo strutturato, con tutti i punti dello sviluppo pedagogico (contesto, prodotto, obiettivi, competenze, valutazione, ecc.). Inoltre, una funzionalità particolare di thinköAI è che permette di condividere contenuti creati con altri docenti dell’istituto, per modificarli e ampliarli in modo collaborativo.
Come garantisce thinköAI la qualità pedagogica dei contenuti?
Sicuramente tutti abbiamo vissuto quel momento WAU la prima volta che abbiamo chiesto all’IA di creare qualcosa. È davvero impressionante perché si avvicina parecchio alla risposta di un professionista del settore. Tuttavia, dopo cominci a scoprire i difetti e a capire che, come succede quando parli con un professionista, devi esplicitare molti aspetti. Per esempio, devi condividere il vocabolario, la prospettiva educativa, dettagliare il contesto pedagogico… Devi parlarle di psicologia dell’educazione, di neuroscienze, di pedagogia e di didattica affinché la sua proposta sia davvero di qualità. Se vuoi qualcosa che tu possa utilizzare domani nella tua classe, devi spiegare prima molte cose all’IA. Questo richiede tempo e implica selezionare i quadri teorici adeguati, darle delle opzioni tra cui scegliere e delle caratteristiche per delimitare bene il risultato. Persino dirle cosa non può essere. Quel lavoro è quello che si fa con i prompt.
Ciascuno dei prompt occupa come minimo una pagina intera.
Come è stato realizzato il design e l’implementazione dei prompt in thinköAI?
Per creare i prompt di thinköAI, la prima cosa è stata raccogliere le esigenze dei docenti. In tekman siamo in contatto con professori e maestri di molti istituti, sia dell’infanzia e della primaria sia della secondaria, e abbiamo lavorato direttamente con loro per progettare i prompt. Perfino il team di tekman che ha sviluppato il progetto è composto da docenti, quindi è stato un lavoro collaborativo.
Il prompt è l’istruzione che dai alla piattaforma di intelligenza artificiale affinché crei ciò che vuoi. Scrivere un prompt non è difficile, la cosa difficile è saper selezionare quali indicazioni didattiche dare. E, come dicevo prima, nel nostro caso, per creare un esercizio, una sessione, un progetto o una situazione di apprendimento di qualità, devi caratterizzare bene ciascuna di queste creazioni. Per farci un’idea, ciascuno dei prompt occupa come minimo una pagina intera. Sono indicazioni pedagogiche che fanno sì che le esperienze di apprendimento vengano spiegate con sufficiente dettaglio da essere davvero utili per il maestro, cioè, che tu possa il giorno dopo fare lezione o scaricare la programmazione delle situazioni di apprendimento. E, naturalmente, questi prompt includono le informazioni di contesto chiave, formate dai dati che chiediamo al docente: paese, anno, materie, tematica, saperi… e anche, qualcosa che altri non fanno, le caratteristiche del gruppo classe, molto importante per personalizzare le sessioni.
Una macchina non sarà mai capace di aiutare l’alunno come fa il suo maestro […]. Tuttavia, l’intelligenza artificiale ha un sacco di informazioni che il maestro non è in grado di immagazzinare.
Quali strategie utilizza thinköAI per personalizzare i contenuti, in base alle esigenze individuali degli alunni, per rispondere alla diversità?
Una macchina non sarà mai capace di aiutare l’alunno come fa il suo maestro, principalmente per la connessione emotiva che è richiesta. Tuttavia, l’intelligenza artificiale ha un sacco di informazioni che il maestro non è in grado di immagazzinare. Siamo ancora in una fase iniziale, ma in futuro potrà analizzare le ricerche e, in base alle caratteristiche dell’alunno, offrirti le strategie che hanno funzionato meglio in precedenza. Di fatto, lo fa già con le informazioni che ha. Naturalmente, il docente deve verificare e aggiustare, ma ti dà l’impostazione iniziale: le dici com’è la tua classe e ti indica se è meglio dare più indicazioni, più supporto visivo, più tempo, far lavorare in gruppo, le pause, ecc. Molte opzioni per personalizzare, in base al gruppo classe e avendo come base i principali quadri educativi attuali di misure di risposta alla diversità, principalmente universali e basati su quadri come l’UDL.
