«Esiste una passione per l’ignoranza, che ha molto a che vedere con la perdita della capacità narrativa»: Lola López Mondéjar e il suo saggio sulla società

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«Esiste una passione per l’ignoranza, che ha molto a che vedere con la perdita della capacità narrativa». Con questa potente affermazione inizia un nuovo capitolo di Secretos a Voces, in cui Lea Del Pozo intervista Lola López Mondéjar, psicoanalista e scrittrice, per riflettere sul suo saggio Sin relato. Atrofia de la capacidad narrativa y crisis de la subjetividad (Premio Anagrama de Ensayo 2024).

López Mondéjar ci offre uno sguardo critico e lucido sulla nostra società attuale, in cui viviamo circondati da stimoli, ma con una crescente incapacità di raccontarci, di narrare ciò che siamo. Cosa succede quando perdiamo questa capacità? Il risultato, ci dice, è una profonda crisi della soggettività.

Una diagnosi culturale dalla prospettiva della psicoanalisi

Questo saggio, tagliente e scomodo, combina filosofia, sociologia e psicoanalisi per lanciare un grido d’allarme: stiamo perdendo il racconto delle nostre vite.

López Mondéjar diagnostica una società postmoderna in cui proliferano gli oggetti, ma si dissolve il senso. Diventiamo individui vuoti, privi di autoconsapevolezza e di empatia. L’autrice sottolinea che questa atrofia del narrativo non è casuale, ma sintomo di un malessere più profondo:

«Attenzione. Senza racconto siamo a rischio».

Il grande mare dei Sargassi: quando la letteratura restituisce il racconto perduto

Lola López Mondéjar sceglie come classico letterario Il grande mare dei Sargassi, di Jean Rhys. Questo romanzo riscrive da un’altra prospettiva —lo sguardo della follia, di ciò che è stato messo a tacere— la storia di Bertha Mason, la donna rinchiusa in soffitta in Jane Eyre.

Rhys dà voce a chi è stata emarginata, e ci obbliga a ripensare le narrazioni ereditate: chi racconta la storia? Da dove si narra? Cosa succede quando una vita resta fuori dal racconto ufficiale? Per López Mondéjar, questo romanzo è un esempio potente di come la letteratura possa restituire la soggettività a chi ne è stato privato.

Identità, normopatia e psicoanalisi in Secretos a Voces

Durante l’intervista con Lea del Pozo, la conversazione si ramifica verso temi chiave del pensiero contemporaneo:
L’identità eccessiva e le nuove proposte identitarie

  • L’identità eccessiva e le proposte identitarie.
  • La normopatia, quella normalità patologica che addormenta.
  • La «grande identità» patriarcale perduta.
  • La medicina narrativa.
  • La psicoanalisi come strumento di narrazione.
  • La mancanza di soggettività.
  • L’ecologismo e il femminismo come garanti della democrazia.

Sull’autrice: Lola López Mondéjar

Lola López Mondéjar (Madrid, 1958) è psicologa clinica, psicoanalista e scrittrice. Ha sviluppato un’ampia carriera professionale e letteraria, in cui ha combinato l’analisi psicologica e il pensiero critico con una profonda vocazione narrativa. È autrice di numerosi romanzi, tra cui Cada noche, cada noche, Mi amor desgraciado o Qué mundo tan maravilloso, oltre a diversi volumi di racconti e saggi che affrontano la soggettività, l’identità e l’esperienza femminile da una prospettiva psicoanalitica e letteraria.

López Mondéjar è anche editorialista e conferenziera abituale su temi di salute mentale, femminismo e cultura contemporanea. La sua opera è stata riconosciuta per la sua capacità di pensare il presente senza semplificazioni, e il suo ultimo libro, Sin relato. Atrofia de la capacidad narrativa y crisis de la subjetividad, ha ottenuto il Premio Anagrama de Ensayo 2024.

Con una voce propria, critica e sempre lucida, il suo lavoro ci invita a interrogarci, a narrarci meglio e a difendere il valore del soggettivo in un mondo sempre più spersonalizzato.

Sul classico Il grande mare dei Sargassi di Jean Rhys.

Questo episodio ci porta a riscoprire un classico: Il grande mare dei Sargassi, di Jean Rhys. Pubblicato nel 1966, questo romanzo dà voce a un personaggio messo a tacere dalla letteratura canonica: Bertha Mason, la donna rinchiusa in soffitta in Jane Eyre, di Charlotte Brontë.

Rhys scrive un prequel dal punto di vista della “pazza” caraibica, trasformandola in Antoinette Cosway, una giovane creola la cui identità si dissolve tra la colonia, la follia e l’imposizione culturale britannica. Il libro è una critica feroce al colonialismo, al patriarcato e alla violenza strutturale che cancella le soggettività. La scelta di questo testo da parte di López Mondéjar non è casuale: si collega profondamente al suo saggio Sin relato. Entrambe le opere esplorano cosa succede quando restiamo senza una storia propria, quando perdiamo la capacità di narrarci dall’interno e restiamo in balìa del racconto altrui.

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